Quando il fiume si arrabbia

3 marzo 2017

Freddo oggi.  Un vento da paura.  Lo sento quasi spostare la macchina, mentre mi avvio verso la stazione ferroviaria.

Marzo a New York. Un mese strano, imprevedibile. A volte c’è quasi tempo da spiaggia; poi, il giorno dopo, arriva una leggera nevicata.

Ci si abitua.

Oggi il fiume Hudson urla.  È furioso. Le onde schiumose sbattono contro gli scogli del molo, l’acqua è azzurra perché lo è il cielo. Il sole splende, tanto che devi coprirti gli occhi con la mano quando guidi, l’aletta parasole non basta. Ma fa lo stesso un freddo cane.

Riflette forse la tempesta che ti si accanisce dentro.

Gli anni passano, invecchiamo, più o meno bene, diventiamo dei grandi saggi, ma dovrebbe servirci a qualcosa, ‘sta saggezza.

La vita è adesso, come dice il nostro amico del tempo che fu.

Toglietetevi le maschere, tristi pagliacci, guardatevi nello specchio della verità, e aprite il cuore.   A quelli che contano.

La famiglia originale è forse la più importante.

Come l’amicizia antica e vera.

Tutto il resto non vale un cavolo.

Come è arrabbiato il mio fiume, accidenti.

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