Arriva l’anno nuovo. E allora?

1 gennaio 2017

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Times Square, NYC. La palla di Capodanno e’ lassu’ in attesa.

Ma che cavolo c’è da riflettere?   È passato un altro anno, la vita continua, non cambia mai niente. È solo un calendario, mesi, settimane, giornate piene di roba normale e routine.

Adesso ricomincio daccapo.   Smetto di fare tanto shopping.   Mi dedicherò a cause importanti.   Lo lascio.  Cercherò un lavoro migliore.  Eccetera eccetera. Tutta roba che la gente dice e poi finisce col fare le solite stupidaggini over and over again.

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Rockefeller Center, NYC. L’albero di Natale piu’ famoso del mondo.

Si dovrebbe smettere di porre tanta importanza su una data qualunque, di un mese schifoso come gennaio, quando tutti ci sentiamo più o meno depressi perché le feste natalizie sono finite.

Certo, andate pure a cancellare amicizie ridicole su Facebook, tanto non conoscete neanche la metà delle persone le cui cavolate leggete e di cui non ve ne fregate proprio.

Io vorrei riconettermi. Con alcune persone (poche) che, well, ho mandato a quel paese qualche tempo fa.

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La Cassata napoletana.

Forse (forse) ho commesso un errore.   Forse ho reagito in maniera sproporzionata a qualche frase che non mi garbava.  Ma insomma, sono una donna, no?  Ho il sacrosanto diritto di drammatizzare le situazioni.  Sono anche una donna ‘leone’, per cui incendiata dalle fiamme feroci
della passione e della rabbia.  E anche della vendetta.

Questa la mia unica scusa.

Voi sapete chi siete, care persone abbandonate. Lascio a voi la decisione.

(Un momento “E tu come stai?”)

Sono maledettamente orgogliosa e queste mie parole umilissime sono il massimo che posso offrirvi.

Poi ci sono quelli che vorrei salutare caldamente e augurargli una vita fantastica.  Per poi non sentirli mai più.  Ma non posso.  Perché…non posso, ecco.  Troppi legami complicati, tristi e anche un po’ malati.  Ma stiamo zitti, grin and bear, tanto da questi non c’è via d’uscita.  Uscita che non voglio, diavolo, davvero.  Ma sono talmente stressanti ed egocentrici, questi individui, che mi lacerano l’anima e la pazienza.

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Gli struffoli.

Allora, adesso taccio e aspetto.   Fatevi vivi, se vi interessa.   Oppure sparite per sempre, e sarete solo vecchi e logori ricordi che forse non valevano poi tanto.

Per quanto riguarda gli altri, siate grati del mio autocontrollo e immenso senso del dovere.

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Biscottini americani assortiti e i mostaccioli napoletani.

Ma a tutti, rompiscatole e no, auguro un anno traboccante di meraviglie – amore, passione, salute di ferro, una vita tranquilla e copiosa.

E guardate ‘ste foto dei miei dolci natalizi. Belli, accidenti, e squisiti.   Almeno qualcosa la faccio bene, no?

Happy New Year to all!

 

 

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