La Vie en Gris

24 aprile 2016

Fog on the Hudson

Stringi i denti, ti dipingi un sorriso sulle labbra col rossetto All Heart di Clinique, inciampi via facendo, versi qualche lacrima (il mascara è water-proof), ti rassegni alle mazzate della vita come meglio puoi, ti appiccichi al suolo per un po’.

Poi ti rialzi.

Raccogli la speranza che avevi calpestato, è un po’ ammaccata, ma la riaddrizzi con mani tremanti, te la rimetti in tasca e continui il viaggio.

Cerchi la luce brillante del futuro, ma ti ritrovi di nuovo nel tunnel del silenzio.

L’oscurità è totale, densa, stenti a proseguire, perdi l’orientamento. Allunghi le braccia, ma, sotto le dita,  senti solo il viscido tocco della paura.

La folla di estranei è immensa, ma ti dissolvi nella solitudine. Ti ci vesti, ti ci seppellisci, invochi il colpo finale, l’oblio.

Che ti colpisca in questo istante, che sia la fine del tormento.

L’ingiustizia che ti morde, forse, sarà, non importa neanche più.

Ti perdi nella musica, te la bevi, la respiri, ne senti il bruciore, lasci che Purple Rain ti schianti il cuore. Ti offri in nobile sacrificio.  Oppure fuggi.

Dovunque guardi, esiste solo la nebbia.

Il fiume è triste, lento.

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One thought on “ La Vie en Gris

  1. Bella e riflessivo poesia.
    Il fiume è anche calmante e lenitiva. E ‘sorprendente tutte le cose che facciamo a noi stessi e lenire e cercare di mettere su un buon viso al mondo. Qualunque cosa ci sta malato dentro, con abbastanza nutrimento e l’amore di sé, alla fine abbiamo il coraggio di affrontare il mondo e l’altro.
    Sarina

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