Le apparenze

4 ottobre 2015

Guarda quel pescatore, che carino!  La domenica a pescare sul fiume, la speranza di acchiapparne tanti di pesci, poi portarli a casa, e lei sprizzerà di gioia, la mogliettina leale, li cucinerà con amore e prezzemolo.

La donna solitaria, con gli shorts, che tenerezza! Una vecchietta a passeggio sul lungofiume, ancora innamorata della vita.  Cammina a passo lento ma sicuro, pensa al marito a casa, anche lui tanto su con gli anni, ma la esortava a farsi il suo bel giro domenicale, tanto tra poco arrivano i figli col pranzo già pronto, tutti intorno alla tavola imbandita, una famiglia serena.

La coppia col passeggino, guarda come è tranquillo il piccolo, tra poco si addormenta…Un’altro figlio, com’è bella la vita, chissà che gioie ci daranno nel futuro, i nostri tesori, che soddisfazioni, certo quelle notti in bianco valgono la pena…

Camminano velocemente, le due signore, power walking, la solita ginnastica domenicale, naturalmente insieme, amiche del cuore da decenni, che cosa non sanno l’una dell’altra? Le storie d’amore sono  andate e venute, i figli crescono e diventano giustamente indipendenti, i mariti a volte preferiscono guardarsi il football in tv, ma l’amicizia dura e ti sostiene anche quando la voglia di passeggiare non ce l’hai tanto.

La ragazza seduta sulla panchina, i capelli tirati indietro, fa caldo anche se il cielo è nuvoloso.  Si è messa lì, con l’iPad in grembo, a leggere il nuovo romanzo della sua scrittrice preferita, The Summer of the Spanish Writer di Mara di Sandro De Matteo, l’inizio è uno schianto, non vede l’ora di immergersi di nuovo in quelle pagine; ci sono altri sulla panchina, una coppia che si abbraccia teneramente e si prende in giro con simpatia, no, non la distraggono per niente, anzi la fanno pensare al suo fidanzato che la porterà al cinema stasera.  Non vede l’ora!

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Reality Check

Accidenti a sua moglie! Non la sopporta più, parla, parla, parla, le vacanze nella Florida, cosa ci portiamo, dobbiamo davvero tirarci appresso tua madre? È quasi dovuto fuggire di casa, acchiappando a stento la canna e il cooler, che poi non servirà a niente, perché certo di pesci non ne prende molti, mica è un bravo pescatore lui, ma almeno non la sente più, qui sul fiume, quella voce gracchiante che gli dà incubi da vent’anni.

La vecchietta con gli shorts è rimasta vedova da poco; quel perdente (buon’anima) del marito l’ha lasciata con poco, una pensione da fame, una casa che non può più permettersi, così deve chiedere l’elemosina al figlio e a quella strega di sua moglie, che poi la tratteranno da ospite non voluta. Meglio gettarsi nel fiume, ecco, se solo ne avesse il coraggio…

Crepa di sonno, la signora col passeggino, un’altra nottata ad aspettare l’alba; quel bambino che non fa altro che strillare, sveglia poi la piccola di tre anni che vuole alzarsi e si lamenta che era meglio prima che nascesse il fratello.  E lo era. Anche prima dei figli, tutti e due, e del marito, che certo se la cava meglio, corre a lavoro di buon umore, torna stanco la sera ed esige una notte tranquilla, insomma lui provvede alla famiglia, no?  Mentre lei che fa tutto il giorno? I bambini sono così buoni, che fortuna trascorrere le giornate con quegli angioletti, mentre lui…Vuole scappare, lei, ecco, abbandonarli, andare ad imparare il flamenco a Seviglia adesso che è ancora bella e desiderabile, prima che le vene varricose le disegnino le gambe…

Non hanno più niente da dirsi, le due amiche, che amiche poi non sono tanto, troppa invidia e competizione tra loro, una con la bella casa nella zona trendy della città, l’altra che non ha neanche la piscina e deve fingere di essere felice per la ‘cara’ amica che ha un marito di gran successo e che nuota nei soldi; ma tra poco la manda al diavolo, le dice che ci sta uno schifo col bikini, che c’ha delle cosce da elefante e dimostra dieci anni di più; è ora, proprio non la sopporta più.

Ma è possibile che non ci sia una panchina vuota? si domanda, fremente di stizza, la ragazza con la coda di cavallo.  Un po di pace, chiede troppo? Si è comprata l’ipad così almeno sembra che di belle cose ce ne abbia anche lei; carissimo, accidenti, quest’aggeggio, però può leggersi quel nuovo, intrigantissino romanzo The Summer of the Spanish Writer di Mara di Sandro De Matteo in alta tecnologia e qualcuno la invidierà pure.  Come quei due cretini sulla panchina che si sbaciucchiano, si dicono scemenze, che spreco, tanto si lasceranno presto, si sa;  lui la mollerà perché troverà di meglio e lei finira con l’odiare il lungofiume e l’Hudson per tutta la vita.  Che imbecille, ‘sta ragazza, non l’ha capito ancora che non ci si può fidare degli uomini, tutti stronzi sono…

(Inizialmente pubblicato sul mio vecchio sito web il 28 luglio 2013)

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