Perché cavolo non riesco a rilassarmi?

27 luglio 2014

Dico mai.  Ci provo, credetemi.  Almeno una volta alla settimana.  Allora, prendo la  decisione di farlo (sì, anche questo un procedimento difficoltoso), mi trovo un bell’angolino tranquillo e ombreggiato nel giardino, apro la sdraio, prendo in mano il libro nuovo, opera di un autore che adoro, e stendo le gambe.  Giornata perfetta per la lettura all’aperto, piacevolmente caldo meno l’afa, una leggerissima brezza mi accarezza il viso, il cielo ridente del luglio newyorkese, i fiori lilla carinissimi (piante perenni, naturalmente, il pollice verde io proprio non ce l’ho).  Non ho altri programmi per oggi, oltre ai soliti quotidiani – preparare la cena, un piccolo bucato.  Ecco, mi sdraio  per benino, tolgo il segnalibro.  Accidenti, ho dimenticato di scongelare la carne per domani.  Chiudo il libro, corro su in cucina, tolgo dal freezer il pacchetto bello solido, poi, dato che sono qui, rimetto a posto quelle poche stoviglie che scolavano.  Il libro mi aspetta, invitante con il suo graditissimo spessore (mi piacciono i volumoni), m’invita a seguire quelle parole seducenti, l’avventura sta per cominciare, poi ho davanti tante ore di lettura…La lezione! Certo, devo preparare la lezione d’italiano, se non lo faccio ora che ho tempo? Poi non sono stanca, ho la mente fresca, forse ci guardiamo parte di un film, anni sessanta, settanta, un classico?  Mi rendo conto che nonostante la sdraio sia abbassata, non la tocco con la schiena.  Che si trova a circa dieci centimetri di distanza.  Insomma, sono rigida come uno stoccafisso e stringo quel libro come se volessi spremerci fuori la trama.  Allora, una mezz’oretta su YouTube a cercare un film interessante, poi metto in ordine i fogli di grammatica, e, certo, un brano da leggere insieme agli allievi, non tropppo complicato, che abbia a che fare col film? Ottima idea, faccio così, solo qualche altro minuto, è ancora presto…Mentre clicco su e giù, sento le voci spensierate di gente in strada, due amiche a farsi una bella passeggiata, per tonificarsi le gambe ecc…Cosa che dovrei fare anch’io.  Sono tre giorni che non mi muovo, sento già l’allarme, devo mantenermi in forma, altrimenti che figura ci faccio con quei vestitini estivi un tantino succinti?  Forse più tardi.  Torno al libro, che ho pure lasciato aperto a faccia in giù sull’erba.  Ecco, dunque, Asif continua ad aspettare Miss Sonia, e, nonostante sia una piacevolissima giornata di aprile, suda come un mulo. Nervoso, irritato.  Ma chi si crede di essere, lei, a non aver un minimo di rispetto per il suo tempo? Basta, se ne va, chi se ne frega, non vale la pena.  Poi sente la sua voce e, malgrado la rabbia, si gira e la vede.  Diavolo, ho dimenticato di ritirare la camicia in tintoria!  E serve per domani.  Ma non chiudono alle quattro?  Ho tempo.  Sonia si comporta come se non avesse fatto niente di male, lo guarda col suo sorriso da sirena, e i capelli neri e lucidi le sfiorano il viso, incorniciato dal finestrino della Porsche.  Stavolta non ci casca, Asif, ecco, deve far marcia indietro…Il mio blog! Devo assolutamente scriverlo.  Adesso.

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