Venerdì, Sabato e Domenica: Buona Pasqua!

30 marzo 2013

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Pasqua.  Ve la auguro stupenda!  Pasqua a Portici, di solito calduccio il tempo, sandali bianchi senza collant, vestitino chiaro a maniche corte.  Parlo di allora, ma poi certe cose non cambiano – meno le scarpe, che adesso hanno quell’accidente di plateau tipo piedistallo che a me non è mai piaciuto (non è sexy, ragazze!  Trasforma gli uomini in nanerottoli, e chi lo vuole?).  Pasqua a Modena, sempre ‘allora’.  Avevo, direi, sedici anni, portata a forza.  Strappata dal ‘grande amore’, oh le scenate, i pianti, i musi…Poi, arrivata là, tutto a posto. Instant distraction.  Le premure dei parenti di mia madre, il parrucchiere di moda che mi fece la brasiliana, la bella borsa di pelle in regalo e anche la grande e unica Ghirlandina.  E poi i tortellini alla panna, cielo, che delizia…A sedici anni si soffre a sangue.  Però il giorno dopo basta sentirsi sfiorare dallo sguardo di uno sconosciuto (figo, chiaro) e ti senti già meglio.  Tutto passa velocemente, anche quando credi proprio di crepare da un momento all’altro perché non lo vedrai per cinque giorni.  Yes, youth is so wasted on the young indeed.  Pasqua a Colli, la casa fredda come una tomba, il broncio (sempre la stePastiera for Easter 2013ssa storia), la frittata di Pasqua che ci regalavano i vicini, altissima e dorata, strapiena di salumi e formaggio, profumata di
nepitella, pesava un quintale e si tagliava a fette come una torta, mai vista in nessuna altra parte del mondo.  La chiesa in piazza, dove si usava separare le donne dagli uomini  (è vero, lo giuro! Cosa pazzesca, e non parlo di tantissimo tempo fa…), e noi ragazzine trascorrevamo tutta la messa a sbirciare i ragazzi dall’altro lato e a tapparci la bocca con la mano, incapaci di trattenere la ridarella.  Pasqua a Yonkers, giovanissima mamma, già americana ma non proprio, che cercava di capire la messa in inglese (ma che cavolo dicono?).  Pasqua in America, New York, New York, fronde di palme, coniglietti rosa di peluche, uova sode da colorare a casa e poi nascondere così i piccoli ci vanno a caccia e le scoprono tutte, belle nascoste dall’ Easter Bunny…Pasqua a New York con la mia Pastiera, ogni anno più bella e preziosa, morbida, calda e cremosa, profumata di fior d’arancio, di mare, di terra rossa e di rimpianti.  Dunque, dicevo, ve la auguro meravigliosa, questa Pasqua, carissimi amici italiani, piena di speranza perché senza quella non si va avanti for sure, ma la forza c’è e anche la volontà di cambiare quello che non funziona.  Buona Pasqua, Happy Easter, allora, vi auguro pastiere dorate e colombe incrostate di mandorle e di granella di zucchero, tenere e leggere, pronte a spiccare il volo verso la costruzione di un mondo più dolce.

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