La staccionata bianca e l’American Dream

21 gennaio 2013

picture

Bello quel recinto bianchissimo del vicino, tanto brillante che si vede anche di notte, come una cintura lunare intorno alla villa di mattoni.  Il sogno americano nel concreto.  Insomma vuol dire che sei arrivato: la bella casa col giardino, due-tre macchine nel garage, la ditta che ti paga gli health benefits, appartieni al Country Club e ti puoi anche permettere di mandare i figli alle università dell’ IvyLeague.  Sarebbe?  chiedete.  Beh, sarebbe Harvard, Yale, Columbia.  Yeah, proprio quelle.  Anche in questi tempi di grandi difficoltà economiche, ce ne sono di persone che se la cavano ancora bene e hanno accesso a questi privilegi.  Regalare l’iPad (anche al plurale) al bambino di otto anni non è un granché, né la piscina nel retro.  In fondo questa è l’America, l’America, capite?  Dove i marciapiedi sono costruiti coi lingotti d’oro e se te l’immagini – qualsiasi cosa sia – la puoi effettuare.  Il sogno americano, l’avverarsi dei desideri, ottenuto grazie alla forza della perseveranza e tanta grinta.  Certo che il materialismo ti offre soddisfazioni, inutile negarlo, stare bene ti fa bene, accidenti, meglio sentirti triste bello comodo in unalimousine che sull’autobus che va in periferia, chiaro, non c’è che dire, e le gardenie nel giardino sono più attraenti dei graffiti.  Ma cos’è il ‘sogno’, really?  Se mancal’essenza, tutta ‘sta roba non vale un cavolo, ecco.  Gi affetti che vanno e vengono, passanti che ti attraversano la vita, ti sfiorano il cuore per un attimo, poi diventano superflui e anche fastidiosi, spariscono e non ti mancano nemmeno.  E allora prenoti la crociera nei Caraibi e assumi un professionista a rasarti il prato.  Sto bene, dici, non ho bisogno d’altro.  Ma manca l’importante, sicché l’erba perfetta non è poi tanto bella, vorresti calpestarla con rabbia.  L’anima è traditrice, ma non mente.  La solitudine è sempre in agguato, a volte è il colore del mare senza fondo e parla anche un’altra lingua.  L’angoscia è la tua compagna perpetua e ci sei tanto abituato che non vuoi neanche più eliminarla.  Una vecchia amica, ideale accanto alla malinconia e alla tristezza (che può essere anche dolce).  Ci si rassegna a tutto.  Ci si adagia sul destino e sia accetta il fardello.  Vorrei fregarmene dell’American Dream, la ricerca implacabile di qualcosa di più, da afferrare, possedere, per ottenere la sicurezza che ti dia, infine, la gioia che meriti.  Però, senza la sostanza, la gioia avrebbe un sapore insulso, perché gioia non sarebbe.  Ma quello mi elude.  E la staccionata bianca non è poi male…

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s