Pollo al curry

21 luglio 2010

Ne avevo voglia.  Sabato scorso sono andata a cena a casa di un’amica indiana e ho assaggiato parecchi manicaretti esotici, per cui oggi ho tirato picturefuori un libro di cucina indiana e mi sono data da fare.  Allora, questo è il mio modo di farlo – un cambio qui, una sostituzione lì, ma in generale è un bel curry indiano…all’americana e alla Mara.  Prima di tutto, su un cd per creare l’atmosfera.  Okay, non metto su musica indiana, ma…Claudio Baglioni, quello vintage, quello che mi fa venire i brividi, un po’ di rabbia, tanta nostalgia, ma, infine, risveglia solo dolci ricordi (E tu come stai, allora? Esisti, pensi…?)  Dunque, moving on. Le mie spezie scintillano coi loro colori smaglianti e aspettano il loro turno, mentre io trito il coriandolo fresco fragrantissimo e di un verde smeraldo, sempre tenendo d’occhio le cipolle che friggono in padella insieme all’aglio e allo zenzero, e riempiono la cucina di un profumino appetitoso; ecco, ci verso dentro le spezie e l’aria stessa diventa esotica e frizzante, mentre il miscuglio in padella si trasforma in un sughetto cremoso, giallo oro.  Giro e mescolo con un cucchiaio di legno e cerco di capire quali circostanze facciano comportare certe persone in un picturemodo che ti lascia sconcertata con un tocco di tristezza e anche con un tantino di furia ben controllata. Così Baglioni continua a cantare, tu come vivi, chi viene a prenderti, ed io mi dico che non sono più quei tempi, e tant’acqua è passata sotto quel ponte, ha innaffiato tutto, ha sparso i ricordi (lontano, lontanissimo) versandoci dentro tanti altri avvenimenti che dovrebbero cancellare quelli che ora non contano più…Ma contano, però, contano sempre, anche se desideri solo schiacciarli e nasconderli.  Latte di cocco, adesso, di un bianco purissimo, cremoso e dall’aroma delle spiagge dei Caraibi.  Lo verso e inonda tutto, disperde i pezzettini di cipolla, poi li riporta al centro quando si calma in un laghetto giallo ocra.  No, non ho trovato le tue iniziali nel mio cuore, ma, continua Baglioni, non ho più voglia di pensare e sono sempre più sbadata; ma penso lo stesso, accidenti, e vorrei farti assaggiare il mio curry, anche se poi non ti piacerebbe perché a te dell’India non te ne importa proprio niente, e allora, ecco, dovrei buttartelo addosso e guardare quella camicia bianca e blu diventare il colore dei girasoli…Ma invece aggiungo i pomodorini e il pollo, mescolo con delicatezza, chiudo gli occhi e m’immagino lontana da qui, nelle terre dove fanno sempre il curry, vestita in un sari di seta rossa.  Oppure in jeans ricamati mentre cammino sul viale.  Ma sì, parlo e dico ben poco, ma forse anche questo è troppo…Comunque, ho fatto il pollo al curry ed è prelibato.  Ecco la ricetta (e no, non è per te, ma solo per quelli dal palato sofisticato e avventuroso).

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